Correre su strada, spiaggia e deserto!

 

 

 

 

 

 

 

2018 - Croazia 100KM 

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4 ATLETI (Cabral, Gama, Semedo Moreira  e Silva Tavares A SVETI MARTIN, IN CROAZIA , CON LA BANDIERA CABOVERDIANA, L’8 SETTEMBRE 2018 SULLA LINEA DI PARTENZA DEL 30°  WORLD CHAMPIONSHIP IAU.

Mondiale che ha visto e confermato il dominio assoluto degli atleti giapponesi con tempi veramente strepitosi.  A dimostrazione che oggi questa disciplina di 100 km è divenuta sempre più veloce e che per stare al passo dei giapponesi  e degli altri occorre veramente impegnarsi  molto.

Soddisfazione e delusione, in  questa quinta partecipazione ad un mondiale, per gli ultra maratoneti di Cabo Verde.

Soddisfazione per aver riportato Capo Verde ai mondiali , delusione  perché i risultati conseguiti potevamo essere sicuramente migliori e confermarci sui nostri tempi, che pur non essendo altissimi , 7h46, 7h35 potevano collocarci comunque molto meglio nella classifica finale a squadre.

Ma come tutti gli sportivi sanno ogni gara ha una storia a parte ed è unica.

 

La nostra storia parte dalle fasi preparatorie dove due atleti sono stati costretti a combattere con il lavoro, e vestendo una divisa, è difficile conciliare, più di altri lavori, il tempo per allenarsi con le missioni e corsi fuori sede, a volte fuori dal Paese, in Europa o Africa continentale. Altra storia in contemporanea gli infortuni occorsi ad altri. Un infortunio banale o di gravità media in Italia o Europea diventa un problema grave in Cabo Verde.

In gara invece  le problematiche sono state la tipologia di terreno ed il percorso che noi abbiamo reputato, insieme ad altre rappresentative, non molto idoneo per lo svolgimento di un Mondiale di 100 Km. Terreno ondulato con due salite importanti da ripetere per 26 volte nel breve tratto di  7 km, con un percorso avanti ed indietro per lo stesso tratto di strada asfaltata di 3,5 km. Gli atleti divisi solo dalle strisce che delimitano le carreggiate, dove vedi passare i primi e dove sei doppiato più volte.  Una gara strutturata così non aiuta certamente gli atleti dal punto di visto psicologico aggravato poi dalla stanchezza fisica per la tipologia del terreno.

I nostri atleti non sono abituati a gare simili; partecipiamo a pochissime gare fuori da Cabo Verde non avendo fondi per poter effettuare trasferte internazionali. 

Riconosciamo comunque che a noi manca ancora molto per poter gareggiare ai livelli trovati nei mondiali, ma a poco a poco con la costanza, la determinazione e perseveranza arriveremo a migliorarci e fare la nostra bella figura  in questa disciplina .

La partecipazione ad un Mondiale aiuta a crescere, a prescindere dai risultati, che comunque vanno sempre ricercati dando il meglio di noi stessi.  Il mondiale è certamente un momento di incontri, di conoscenze, di integrazioni e di condivisione importante per tutti gli atleti, giovani e meno giovani. Fortunatamente lo sport aiuta in questo e forse ancora di più gli sport di sacrificio e di sofferenza come la ultra maratona.

Gesti di solidarietà si sprecano in queste gare, nessuno che offende l’avversario anzi un rispetto sacro per tutti, applausi rivolti a tutti indistintamente per il primo come l’ultimo, ultimo uguale al primo. Le ultra maratone insegnano anche questi valori che sono alla base della civile convivenza fra persone e  popoli.

Grazie ancora una volta a questi atleti per l’impegno e la determinazione nel portare sempre alta la bandiera di Cabo Verde.

 

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Prossimi impegni 2021

 

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Boavista Marathon

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Piergiorgio Scaramelli - Atacama

Piergiorgio Scaramelli - Toscano esperto ultramaratoneta, vive a Boa Vista ed è l’ideatore della “Boa Vista Ultramarathon”, gara in linea di 150km che dal 2000 si svolge sull’isola capoverdiana

 

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2021 - Boa Vista Ultratrail in solitaria Bistari Onlus

 

 

L’Avventura è finita!

 

Volevo ringraziare tutti, indistintamente, per avermi seguito e supportato, con calore e

affetto, lungo tutti 150 km del meraviglioso e suggestivo percorso della @Boa Vista Ultra Trail.

Nel contempo volevo scusarmi per essermi fatto vivo solo dopo 4 giorni dal termine dell’avventura, ma come potete ben immaginare, vista la mia giovane età, i tempi di recupero fisico sono stati un poco lunghi. Sono arrivato piegato in due e per raddrizzarmi mi ci sono voluti 3 giorni di cure e massaggi, e comunque ancora oggi ho un assetto strano tipo “ Torre di Pisa”.

E’ stata emozionante questa 150 km, ed alla partenza, e per molti km, addirittura esaltante, tant’è che mi sono messo a correre più che camminare, come un ragazzino! Forse un po’ troppo veloce. Ma le sensazioni erano buone, le condizioni meteo ideali, di giorno e di notte (una luna quasi piena, brillante e sorridente), ed il terreno mi era familiare.

Momenti difficili si sono alternati ad altri più facili, frazioni dolorose ad altre meno, in questo divenire che è “la legge” delle ultra, l’importante è gestire i momenti e mantenere la testa sempre concentrata nell’obiettivo finale.

 

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